Associazione culturale “I SENTIERI” (cliccate sulle immagini per ingrandirle in formato originale) |
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Morbegno Capoluogo della Bassa Valtellina è uno dei Comuni più attivi sia dal punto di vista economico che culturale. La città conserva un caratteristico centro storico, con belle case ornate d’affreschi devozionali e balconcini in ferro battuto. Fra gli edifici di rilievo sono da segnalare: la chiesa di S. Martino, che fu la primitiva parrocchia, la trecentesca chiesa di S. Pietro, officiata a lungo col rito protestante; l’ex-convento domenicano di S. Antonio, con il più importante ciclo d’affreschi cinquecenteschi della Provincia, ora trasformato in elegante auditorium, teatro; lo splendido Santuario rinascimentale dedicato all’Assunta che conserva un’ancona lignea eseguita tra il 1520-26 da Giovan Angelo del Maino e dipinta da Gaudenzio Ferrari e Fermo Stella; la monumentale collegiata barocca di S. Giovanni Battista con tele dei Ligari, maggiori pittori valtellinesi del XVIII secolo e una tela del veneziano Giovanbattista Pittoni. Palazzo Malacrida, presenta sale completamente affrescate in stile Rococò, opere di Giovan Pietro Romegialli da Morbegno e di Cesare Ligari, autore degli affreschi del salone d’onore, di grande pregio il giardino all’italiana che si sviluppa su più terrazzamenti nel retro del palazzo. La Val Gerola La val Gerola detta anche valle del Bitto, prende il nome dal formaggio Bitto, uno dei prodotti più rinomati e tipici della Valtellina, ricca di boschi, alpeggi e stazioni sciistiche. Sacco Sacco, è una grossa frazione di Cosio Valtellino situato a 713 metri di altezza, su di un ridente poggio dal quale si gode un magnifico panorama. Nella piazzetta del paese si erge la chiesa parrocchiale di S. Lorenzo di fondazione quattrocentesca ma rifatta nel 1780. All’interno presenta affreschi sette-ottocenteschi e tele datate dal XVI al XVIII. Accanto alla parrocchia vi è un edificio che presenta un pregevole affresco raffigurante la “Pietà”, datato 1508. Poco distante dalla piazza seguendo l’indicazione e percorrendo una stradina leggermente in salita si giunge al piccolo Museo dell’Homo Selvadego, ricavato nelle stanze di un edificio quattrocentesco, restaurato ed aperto al pubblico nel 1994. All’interno una stanza è completamente affrescata con vari soggetti: il “Compianto” con la Madonna e S. Giovanni Evangelista, datato 1471 e firmato dai fratelli Baschenis, nota famiglia di pittori provenienti dalla Val Averara, nel Bergamasco; una grande e ben conservata figura dell’Homo Selvadego (mito della Valtellina e delle regioni alpine); un arciere e decorazioni floreali. A Sacco Inferiore si trova il museo Vanseraf, in località Mulino del Dosso, dove è ancora funzionante una macina per trasformare in farina il mais, sono esposti antichi attrezzi agricoli. E’ possibile prenotare una visita e anche degustare polenta e prodotti tipici: sito www.museovanseraf.com |
Collegiata di San Giovanni Battista S.ta Maria Assunta (interno) Affresco Palazzo Malacrida Camera Picta Homo Salvadego |
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Tirano e il Santuario di Madonna di Tirano Tirano è una cittadina di meno di 9'000 abitanti posta a quota 450 m.s.m. (al Municipio), ma anche un crocevia di rilievo tra le Alpi oltre che una meta turistica interessante. A Tirano inizia infatti la favosa Ferrovia Bernina (meglio nota al pubblico come "trenino rosso", vedi itinerario sotto) che sale a St.Moritz attraverso lo spettacolare Passo del Bernina e che è entrata di diritto nel Patrimonio Mondiale Unesco dall'estate 2008. Il borgo vecchio di Tirano si trova sulla sinistra orografica dell'Adda, il cui accesso è reso facile dall'anziana passerella di Porta Poschiavina, che porta direttamente nella piazza del Municipio (foto 3), borgo caratterizzato da viottoli dal sapore antico nonchè da notevoli palazzi, come quello dei Conti Sertoli Salis, storica famiglia proprietaria anche di una tra le più rinomate cantine vinicole della Valle; i vigneti e quindi la vinificazione sono un elemento fondamentale per l'economia valtellinese, che genera rinomati vini di qualità. Da non tralasciare poi la presenza ancora di due delle tre principali porte d'accesso al vecchio borgo fortificato della fine del XV secolo. Poi c'è la frazione Madonna di Tirano, nucleo sviluppatosi a ridosso ed a nord del famoso Santuario Mariano (Basilica Minore romana), sorto in questo luogo a seguito della Apparizione del 29 settembre 1504, frazione ora di fatto inglobata nel tessuto urbano di Tirano, grazie anche al bel viale Italia (zona shopping) che la raggiunge, ma che mantiene una sorta di autonomia propria. La Basilica è il miglior esempio in Valtellina di stile rinascimentale (esterno) e barocco (interno), oltre che essere il principale riferimento cattolico dell'intera valle. Ricordo anche che Tirano è la patria del Chisciöl (vedi ricetta), altro piatto tipico della cucina "povera" della Valle oltre ai rinomati Pizzoccheri, alla Polenta Taragna ed a tante altre ricette tipiche locali. |
Santuario Madonna di Tirano Fiume Adda e Porta Poschiavina Palazzo Conti Sertoli Salis |
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| Vedi anche Trenino rosso |
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